ROMA, 25 luglio - Mai così globale, mai così geograficamente coinvolgente. Oggi nel salone d’onore del Coni, sotto l’occhio vigile di Gianni Petrucci, e quelli direttamente interessati di Antonio Matarrese, presidente della Lega, e Giancarlo Abete, presidente federale, il computer elaborerà, grazie alla lieve pressione di un tasto, i calendari dei campionati di A e B. Si parte il 30 agosto con gli anticipi (ci si ferma subito per dare modo alla nazionale di andare in campo), si finisce il 31 maggio. Una cavalcata lunga nove mesi confidando nel rilancio di un campionato negli ultimi due anni funestato dai lutti (Raciti e Sandri) e intristito dalle ombre inquietanti di calciopoli. Le condizioni favorevoli ci sono tutte. Tanto per cominciare la serie A, con la promozione del Bologna, è tornata a essere un torneo metropolitano: nove delle prime dieci città italiane per numero di abitanti sono rappresentate (manca soltanto Bari).
I DERBY - I derby: per il secondo anno consecutivo, si celebreranno tutti e quattro (Milano, Roma, Genova e Torino). Dal punto di vista geografico è un campionato che abbraccia tutta l’Italia coinvolgendo ben tredici regioni. Dal punto di vista della popolazione sfiorata dall’evento, il torneo, secondo una elaborazione della Stage Up, sollecita l’interesse di ventitré milioni di residenti, esattamente il trentanove per cento degli italiani. E mai si era avuto un coinvolgimento così ampio, anche con il campionato a venti squadre.
IL SUD - C’è molto Sud, per la prima volta rappresentato da sei squadre; c’è un po’ di più di Nord, dieci club contro i nove dello scorso anno; c’è un po’ meno di Centro, quattro squadre contro le sei del passato campionato. C’è molta Lombardia (tre squadre, Inter, Milan e Atalanta); Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio e Sicilia ne schierano due a testa; una sola Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Puglia e Sardegna.
TORNEO "EUROPEO" - Ma al di là degli aspetti geo-politici, sarà un campionato più «europeo». Abolite le «teste di serie». Conseguenza: il 31 agosto potremmo avere anche un derby o una sfida di cartello. D’altro canto questi «paletti» fuori dai nostri confini non esistono e lo scorso anno la Liga cominciò con il derby di Madrid, fra Real e Atletico. Una cosa del genere potrebbe ora verificarsi anche in Italia. Dunque alla prima di campionato (diretta del sorteggio su Raidue dalle 17,20) potremmo tranquillamente avere Roma-Lazio, Milan Inter, Torino-Juventus, Sampdoria- Genoa. Per le città con due squadre vale il principio dell’alternanza, cioè chi lo scorso anno ha esordito in casa, giocherà adesso in trasferta. Dunque fra le mura amiche cominceranno Milan, Roma, Torino e Samp.
TURNI INFRASETTIMANALI - La mancanza di un grande appuntamento internazionale nella prossima estate consente di organizzare un torneo meno compresso: solo tre turni infrasettimanali (24 settembre, 29 ottobre e 28 gennaio). E qui scatta l’altro «paletto», a contenuto prettamente televisivo: di mercoledì non ci saranno derby (lo scorso anno quello di Roma si giocò in due turni infrasettimanali scatenando vivaci polemiche). Non basta: di mercoledì non potranno nemmeno esserci sfide fra le quattro Grandi tradizionali, Inter, Milan, Roma e Juve. Vasco Rossi «obbligherà» l’Udinese a esordire in casa e il Bologna a giocare in trasferta alla terza. L’Olimpico di Torino il 15 novembre ospiterà la partita di rugby Italia-Argentina. Pertanto la squadra che giocherà in casa dovrà andare in campo giovedì sera con strascichi anche sulla Coppa Italia visto che quella è una data santificata a quel torneo. Alla prima e all’ultima non potranno essere replicate le sfide che si sono svolte in quelle giornate nelle ultime tre stagioni. Le squadre impegnate nei quarti e negli ottavi di Champions verranno «protette». Saranno infine dimezzati i turni consacrati alla contemporaneità oraria: non più gli ultimi quattro, ma gli ultimi due.
I DERBY - I derby: per il secondo anno consecutivo, si celebreranno tutti e quattro (Milano, Roma, Genova e Torino). Dal punto di vista geografico è un campionato che abbraccia tutta l’Italia coinvolgendo ben tredici regioni. Dal punto di vista della popolazione sfiorata dall’evento, il torneo, secondo una elaborazione della Stage Up, sollecita l’interesse di ventitré milioni di residenti, esattamente il trentanove per cento degli italiani. E mai si era avuto un coinvolgimento così ampio, anche con il campionato a venti squadre.
IL SUD - C’è molto Sud, per la prima volta rappresentato da sei squadre; c’è un po’ di più di Nord, dieci club contro i nove dello scorso anno; c’è un po’ meno di Centro, quattro squadre contro le sei del passato campionato. C’è molta Lombardia (tre squadre, Inter, Milan e Atalanta); Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio e Sicilia ne schierano due a testa; una sola Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Puglia e Sardegna.
TORNEO "EUROPEO" - Ma al di là degli aspetti geo-politici, sarà un campionato più «europeo». Abolite le «teste di serie». Conseguenza: il 31 agosto potremmo avere anche un derby o una sfida di cartello. D’altro canto questi «paletti» fuori dai nostri confini non esistono e lo scorso anno la Liga cominciò con il derby di Madrid, fra Real e Atletico. Una cosa del genere potrebbe ora verificarsi anche in Italia. Dunque alla prima di campionato (diretta del sorteggio su Raidue dalle 17,20) potremmo tranquillamente avere Roma-Lazio, Milan Inter, Torino-Juventus, Sampdoria- Genoa. Per le città con due squadre vale il principio dell’alternanza, cioè chi lo scorso anno ha esordito in casa, giocherà adesso in trasferta. Dunque fra le mura amiche cominceranno Milan, Roma, Torino e Samp.
TURNI INFRASETTIMANALI - La mancanza di un grande appuntamento internazionale nella prossima estate consente di organizzare un torneo meno compresso: solo tre turni infrasettimanali (24 settembre, 29 ottobre e 28 gennaio). E qui scatta l’altro «paletto», a contenuto prettamente televisivo: di mercoledì non ci saranno derby (lo scorso anno quello di Roma si giocò in due turni infrasettimanali scatenando vivaci polemiche). Non basta: di mercoledì non potranno nemmeno esserci sfide fra le quattro Grandi tradizionali, Inter, Milan, Roma e Juve. Vasco Rossi «obbligherà» l’Udinese a esordire in casa e il Bologna a giocare in trasferta alla terza. L’Olimpico di Torino il 15 novembre ospiterà la partita di rugby Italia-Argentina. Pertanto la squadra che giocherà in casa dovrà andare in campo giovedì sera con strascichi anche sulla Coppa Italia visto che quella è una data santificata a quel torneo. Alla prima e all’ultima non potranno essere replicate le sfide che si sono svolte in quelle giornate nelle ultime tre stagioni. Le squadre impegnate nei quarti e negli ottavi di Champions verranno «protette». Saranno infine dimezzati i turni consacrati alla contemporaneità oraria: non più gli ultimi quattro, ma gli ultimi due.
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