25 lug 2008

SERIE A.IL GIORNO DEI CALENDARI. ECCO LE NOVITA'.

ROMA, 25 luglio - Mai così globale, mai così geograficamente coinvolgente. Oggi nel salone d’onore del Coni, sotto l’oc­chio vigile di Gianni Petrucci, e quel­li direttamente interessati di Antonio Matarrese, presidente della Lega, e Giancarlo Abete, presidente federale, il computer elaborerà, grazie alla lie­ve pressione di un tasto, i calendari dei campionati di A e B. Si parte il 30 agosto con gli anticipi (ci si ferma su­bito per dare modo alla nazionale di andare in campo), si finisce il 31 mag­gio. Una cavalcata lunga nove mesi confidando nel rilancio di un campio­nato negli ultimi due anni funestato dai lutti (Raciti e Sandri) e intristito dalle ombre inquietanti di calciopoli. Le condizioni favorevoli ci sono tutte. Tanto per cominciare la serie A, con la promozione del Bologna, è tornata a essere un torneo metropolitano: no­ve delle prime dieci città italiane per numero di abitanti sono rappresenta­te (manca soltanto Bari).

I DERBY - I derby: per il secondo anno consecutivo, si celebreranno tutti e quattro (Milano, Roma, Genova e Torino). Dal punto di vista geogra­fico è un campionato che abbraccia tutta l’Italia coinvolgendo ben tredici regioni. Dal punto di vista della popolazione sfiorata dal­l’evento, il torneo, secon­do una elaborazione del­la Stage Up, sollecita l’in­teresse di ventitré milio­ni di residenti, esatta­mente il trentanove per cento degli italiani. E mai si era avuto un coinvolgi­mento così ampio, anche con il campionato a venti squadre.

IL SUD - C’è molto Sud, per la prima volta rappre­sentato da sei squadre; c’è un po’ di più di Nord, dieci club contro i nove dello scorso an­no; c’è un po’ meno di Centro, quattro squa­dre contro le sei del passato campionato. C’è molta Lombardia (tre squadre, Inter, Milan e Atalanta); Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio e Sicilia ne schierano due a testa; una sola Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friu­li Venezia Giulia, Veneto, Puglia e Sardegna.

TORNEO "EUROPEO" - Ma al di là degli aspetti geo-politici, sarà un campionato più «europeo». Abolite le «teste di serie». Conseguenza: il 31 agosto potrem­mo avere anche un derby o una sfida di car­tello. D’altro canto questi «paletti» fuori dai nostri confini non esistono e lo scorso anno la Liga cominciò con il derby di Madrid, fra Real e Atleti­co. Una cosa del genere potrebbe ora verificarsi anche in Italia. Dunque alla prima di campionato (diretta del sorteggio su Raidue dalle 17,20) potremmo tranquilla­mente avere Roma-Lazio, Milan­ Inter, Torino-Juventus, Sampdo­ria- Genoa. Per le città con due squadre vale il principio dell’alternanza, cioè chi lo scorso anno ha esordito in casa, giocherà adesso in trasferta. Dunque fra le mura amiche comin­ceranno Milan, Roma, Torino e Samp.

TURNI INFRASETTIMANALI - La mancanza di un grande appuntamento internazionale nella prossima estate consen­te di organizzare un torneo meno compresso: solo tre turni infrasettimanali (24 settembre, 29 ottobre e 28 gennaio). E qui scatta l’altro «paletto», a contenuto prettamente televisivo: di mercoledì non ci saranno derby (lo scorso anno quello di Roma si giocò in due turni in­frasettimanali scatenando vivaci polemiche). Non basta: di mercoledì non potranno nem­meno esserci sfide fra le quattro Grandi tra­dizionali, Inter, Milan, Roma e Juve. Vasco Rossi «obbligherà» l’Udinese a esordire in casa e il Bologna a giocare in trasferta alla terza. L’Olimpico di Torino il 15 novembre ospiterà la partita di rugby Italia-Argentina. Pertanto la squadra che giocherà in casa do­vrà andare in campo giovedì sera con strasci­chi anche sulla Coppa Italia visto che quella è una data santificata a quel torneo. Alla prima e all’ultima non potranno esse­re replicate le sfide che si sono svolte in quel­le giornate nelle ultime tre stagioni. Le squa­dre impegnate nei quarti e negli ottavi di Champions verranno «protette». Saranno in­fine dimezzati i turni consacrati alla contem­poraneità oraria: non più gli ultimi quattro, ma gli ultimi due.

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